Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: “Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante
volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?”. E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette volte, ma fino a
settanta volte sette”.

L’esortazione al Perdono, contenuta nel Vangelo di Matteo al Capitolo 18, rivolta da Gesù a Pietro, ci lascia, credo, sempre un po’ spiazzati: chi di noi è in grado di perdonare così tante volte un fratello che
“commette colpe contro di me”?

Il 2025 è l’anno del Giubileo e direttamente o indirettamente saremo chiamati a vivere ed a godere la dimensione del Perdono che Dio ci offre senza stancarsi mai e che il Giubileo stesso vuole ricordarci. Tale dimensione diventerà piena se riusciremo ad appacificare i nostri animi, a sentirci perdonati ed a concedere al fratello il nostro Perdono.

Viviamo in un periodo storico di grandi conflitti. È un esercizio fondamentale quello di comprendere i fatti, i motivi, le ragioni e tale esercizio diventa pieno, trova la sua meta, se riesce a condurci il più vicino possibile alla dimensione del Perdono che Gesù ci invita a vivere.

Il problema non è tanto il confitto in sé ma la sua gestione. Sembra che l’umanità, in questo momento
storico, ritenga che l’unico modo per risolvere un conflitto sia la forza, la guerra, avendo perso Fede e
Speranza nella Parola, nella diplomazia che avvicina e riconosce. I conflitti hanno persino una loro dimensione di normalità, finanche di utilità, se visti come prodromi di una fase piena di Vita che è quella del Perdono.

 

Gennaio è un mese importante e ricco di momenti di riflessione e di incontro sul tema della PACE che culminerà con l’incontro adulti del 9 febbraio, al pomeriggio, in concomitanza con la Festa Pace ACR.
Pensiamo anche alla “Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei” del 17 gennaio, per cercare di comprendere, conoscersi, condividere, perdonarsi.

 

Così come la “Giornata della Memoria della Shoà” (che ad Acqui sarà celebrata il 26 gennaio: ricordiamo in particolare la preghiera ebraico- cristiana alle ore 12 di fronte alla Bollente), per fermarsi, meditare, approfondire ed aprirsi infine alla mano tesa di Gesù che ci salva dai nostri stati “febbrili” avvicinandosi a noi e prendendoci per mano.
Per il Settore Adulti: Serena Bera e Marco Peuto