Il conflitto è parte della vita

Il conflitto è insito nella vita, in ogni relazione e in ogni contesto. Esso puó scaturire da una contraddizione tra le parti, oppure da un comportamento mal interpretato o da un atteggiamento oppositivo. E in quanto naturale il conflitto, non serve tanto gestirlo o controllarlo, ma più comprenderlo e disinnescarlo, evitare che degeneri, facendo in modo di interrompere la catena della violenza con un’opposizione nonviolenta alla violenza. 

Incontro tra giovani

Questi ed altri concetti sono stati i temi affrontati durante la giornata di domenica 23 febbraio dai giovani e giovanissimi di Azione Cattolica radunatisi da tutta la diocesi a Nizza Monferrato: sono stati i protagonisti di questo Convegno Pace Giovani, accompagnati e guidati da Ilaria Zomer, esperta di educazione alla pace del Centro Studi Sereno Regis di Torino. Il Centro Studi è uno spazio culturale che opera dal 1982 nel settore della ricerca per la pace, dell’educazione alla pace e della documentazione delle lotte nonviolente.

Cammino di Chiesa

La giornata ha preso avvio al mattino con i saluti del vescovo Luigi Testore; ha poi avuto inizio il momento di formazione sulla teoria del conflitto, la sua genesi ed il suo evolversi, per poi continuare con la messa nella chiesa di San Giovanni.

Immagini dal convegno Pace giovani 2025

La nonviolenza forte come il conflitto

Nel pomeriggio, la formazione è ripresa trattando il tema della nonviolenza, ovvero una risposta concreta e non passiva alla violenza. Si è discusso di come essa debba essere organizzata, tanto quanto lo è il sistema di violenza, per poter essere davvero efficace e di come fondi il suo principio nella orizzontalità, poiché può e deve essere praticata da chiunque, a prescindere da forza fisica, età, condizione sociale.

La spiegazione si è alternata a video, immagini, schemi e attività in cui le scelte prese dai ragazzi venivano poi analizzate nell’ottica della teoria del conflitto e della violenza, aiutando a capire come anche dinamiche di gruppo possano influenzare questi aspetti
Infine, si è trattata anche la questione della propaganda di guerra, di come i media plasmino l’opinione pubblica per generare consenso verso una certa decisione strategica per il paese, spesso mascherandola da altro.

Conclusioni e prospettive

Questa giornata ha lasciato ai presenti molti spunti per interpretare la realtà che li circonda e una sana motivazione ad agire, fare qualcosa per interrompere queste catene di violenza ed odio, dapprima formandosi alla cultura della nonviolenza e poi essendo noi a nostra volta a diffonderla, vivendola ed educando quanti ci sono affidati in parrocchia o in oratorio, in modo da instaurare questo circolo virtuoso invece di scale di violenza.

Luca Penna – Vicepresidente giovani
dell’Azione Cattolica
della Diocesi di Acqui